The Arenians


Da L’Arena del 28 Marzo 2008
2008.03.31 (90), 18:37:59
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«Fondazione Arena,conti e tagli in piazza»
di Roberto Ceruti

La Fondazione Arena non rende pubblico il piano industriale? Ci pensa il Partito democratico. Tutto ciò che riguarda la Fondazione Arena, una delle massime risorse turistiche ed economiche di Verona e provincia va trattato pubblicamente. Lo chiedono i consiglieri del Pd di Comune e Provincia, assieme per rafforzare la loro istanza di far conoscere alla città il piano industriale di risanamento dell’ente.
In mancanza di urgenti segnali in tal senso, ci penseranno loro, assicurano, a rendere pubblici i tagli previsti. E tutto ciò accade nell’imminenza di un cambio di guardia al vertice, dove il sovrintendente Orazi dovrebbe lasciare il posto a Francesco Ernani (gli avvocati sarebbero al lavoro per trovare un accordo sulla buonauscita). «Una questione che coinvolge tutto il territorio e centinaia di lavoratori non può essere trattata dietro le quinte. Se continua il silenzio, organizzeremo un incontro pubblico invitando la città ed i lavoratori della Fondazione ad un confronto aperto sulle previsioni contenute nel piano e sul futuro dell’Arena», fanno sapere i consiglieri provinciali Vincenzo D’Arienzo, Sergio Ruzzenente e Luciano Sterzi, il consigliere comunale ed ex sindacalista della Cgil, Roberto Fasoli, e la capogruppo del Pd a Palazzo Barbieri, Stefania Sartori.
«La Fondazione Arena, che pare sia indebitata per 21 milioni di euro», continuano gli esponenti del centrosinistra, «garantisce a Verona il lustro internazionale, a cui si aggiungono circa 500 milioni di euro di indotto l’anno» (le ultime stime si avvicinano ai 700, ndr). «Il debito è tale anche perché negli ultimi quattro anni sono mancati 13 milioni dai soci privati e 5 di Fus sono stati tagliati dalle Finanziarie. Il piano industriale, voluto in primo luogo dalla Camera di Commercio, socio non in regola con i versamenti, prevede forti tagli nei costi di gestione e nel personale, prepensionamenti, oltre a versamenti consistenti dei privati, ai quali verrebbe chiesto un contributo straordinario di circa 10 milioni di euro. Chi finora non ha versato i quasi 10 milioni pattuiti dallo statuto, da domani dovrebbe versarne più del doppio?».
A tale proposito, il sindaco Flavio Tosi garantisce che per il personale artistico «il piano non prevede particolari tagli». Quanto alla stagione del Filarmonico, che molti temono venga cancellata, «sicuramente ci sarà una riduzione delle spese superflue della stagione invernale, senza peraltro diminuire il numero delle rappresentazioni». Se a Verona la lirica piange, nel resto dell’Italia la situazione non è certamente più allegra. Il Carlo Felice di Genova si dibatte fra scioperi, fuga di abbonati e richieste di licenziamento del sovrintendente Gennaro Di Benedetto. Gli enti territoriali devono dunque supportare le fondazioni liriche. All’Arena arrivano 3.180.000 euro (2.480.000 dalla Regione e 700.000 dal Comune), a cui si devono aggiungere gli spazi come l’anfiteatro, il cinema Bra, parte dell’ex Mercato ortofrutticolo, le salette in via Manin, il seminterrato delle scuole Segala, l’area comunale in via dei Mutilati ed il magazzino alla Passalacqua, concessi gratuitamente da Palazzo Barbieri, per un valore di 1.271.000 euro, esclusa l’Arena che potrebbe valere almeno altri 4,5 milioni. Il Comune paga canoni a favore dell’Arena per 1.988.855 euro. Altri 1.050.000 euro arrivano ora dal nuovo socio, la Provincia. Fra gli altri trust lirico sinfonici, chi riceve di più è il Regio di Torino con 20.786.729 (oltre 4 milioni dalla Regione e quasi 17 dal Comune). A ruota, il Massimo di Palermo (13,5 milioni dalla Regione Sicilia e quasi 6 dal Comune), poi l’Opera di Roma (3,5 milioni dal Lazio, quasi 12,5 dal Comune e 716mila dalla Provincia), quarto in questa graduatoria il Lirico di Cagliari (9 milioni dalla Sardegna e quasi 2 e mezzo dal Comune) e quinto il San Carlo di Napoli (5 milioni dalla Campania, quasi 2 dal Comune e quasi 3 dalla Provincia). Tra i contributi dei privati alle fondazioni spicca quello della Scala di Milano (930mila euro dalla Regione e quasi 7 milioni dal Comune) che raggiunge il record di circa 17 milioni, principalmente dovuti ai diritti televisivi pagati da Mediaset.



Articolo pubblicato su Il Verona del 28 Marzo 2008
2008.03.29 (88), 19:32:28
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Tutti salvi, almeno per quest’anno.
Gli oltre 450 dipendenti
a tempo determinato che ogni
estate lavorano per la stagione
dell’Arena hanno il lavoro assicurato.
Niente cooperative, almeno
per la stagione 2008. È la
rassicurante conclusione dell’incontro
che si è svolto ieri pomeriggio
tra i sindacati (Rsu e le
quattro sigle sindacali più importanti
) e la delegazione sindacale
della Fondazione. «Ci
hanno assicurato che saranno
confermati i numeri dell’anno
scorso - dice Daniela Bozzolo
della Rsu - e che per questa stagione
si manterrà l’impianto
degli organici. Questo è importante,
oltre che per i lavoratori,
anche per la stagione: vuol dire
che la produzione degli spettacoli
non risentirà dell’enorme
debito accumulato finora dalla
Fondazione. Comunque questo
è stato un incontro interlocutorio,
ad aprile ci sarà un altro incontro
dove si entrerà più nel
dettaglio». Una buona notizia
per gli studenti e i lavoratori che
grazie alla stagione areniana
riuscivano a tirar sù tra i 2.000 e
i 2.500 euro. «Si contano le serate
e per ognuna di queste, una
cinquantina tra metà giugno a
fine agosto, ci pagano tra i 40 e i
60 euro a seconda dell’impiego
», dice Enrico Battistolli, studente
e operatore di sala. I bandi,
pubblicati quest’anno con ritardo
di circa un mese rispetto
al passato, tengono conto del
curriculum e dell’esperienza:
«Tra personale di sala e di retropalco
costituiamo un gruppo
di più di 100 persone, e ogni an-
La stagione. Il debito accomulato non avrà ripercussioni sulla produzione e sull’allestimento degli spettacoli
quest’anno niente
cooperative:
tutti salvi i 450
lavoratori stagionali
no c’è un ricambio che si aggira
attorno al 30% dei lavoratori -
continua Battistolli - ora noi stagionali
ci stiamo organizzando
così se l’anno prossimo dovessero
chiamare le cooperative
avremmo una forza contrattuale
maggiore». Lo spauracchio
cooperative unisce i precari.
M. Sedda


News
2008.03.29 (88), 19:29:08
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Ciao a tutti,
con questa mail volevo solo informarvi dell’uscita stamane di un articolo su “Il Verona” (www.ilverona.it)  riguardante anche noi personale di sala con una piccola intervista.
Mi pare sia interessante e nel nostro piccolo sia una dimostrazione che qualcosa si è indubbiamente mosso, e forse qualcosa possiamo averlo influenzato anche noi.
Senza per questo volersi assumere nessun particolare titolo di merito.
Credo siano tutti interessati alla possibilità di un comodo e ben retribuito lavoro estivo, darsi da fare per poter in qualche modo far sentire la propria voce penso sia giusto e penso possa andare a vantaggio di tutti.
Teniamoci in contatto, vi aggiorneremo nel caso di nuove news!

Ciao,
                         Enrico



Risposta
2008.03.29 (88), 13:17:00
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Caro Jack,

mi dispiace che tu sia rimasto fuori dal giro di mail ma purtroppo non avevamo i contatti di tutti…tant’è che nelle mail si è chiesto più volte di inoltrare a tutti i contatti posseduti (e così è avvenuto per quanto possibile)…alla fine la mailing list è arrivata a contenere una sessantina di nomi (che non è poco). Questo per dire che il gruppo di amici di cui parli (che è un gruppo di colleghi del teatro filarmonico) ha cercato fin da subito di allargarsi e raggiungere più persone possibile.  In ogni caso questo blog voleva essere anche un modo per colmare anche questa mancanza. Ciao e a presto!



Da “Il Verona” di oggi
2008.03.26 (85), 15:00:00
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 Domani tavolo col sindacato
si decide il futuro dei precari
Domani pomeriggio i sindacati
incontrano i delegati
sindacali della Fondazione
per discutere degli oltre 450
stagionali (140 personale di
sala, 170 comparze e 150
tecnici), lavoratori con contratto
a tempo determinato
che lavorano durante la stagione estiva. Il pericolo -
spiegano i sindacati - è che
facciano le selezioni e poi
chiamino comunque le cooperative.
Su questo siamo
pronti a combattere e sul
personale artistico non vogliamo
cambi. Ci aspettiamo
che confermino il personale
dell’anno scorso.

Questo sarebbe il famoso incontro coi sindacati che aspettavamo prima di Pasqua…



ULTIME NEWS (mail di enrico)
2008.03.26 (85), 14:42:03
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Ciao a tutti!
Cari colleghi,
con questa mail volevo innanzitutto ringraziare tutti coloro che hanno prontamente risposto alle mail e collaborato attraverso proposte, opinioni e suggerimenti (e anche creazione di blog: grazie a Enrico Meneghelli!) a questa nostra iniziativa, grazie!! Non ho potuto farlo personalmente per ogni mail e  lo faccio qui. Spiace, invece, per tutti coloro che non si sono fatti sentire: abbiamo lavorato anche per loro e ci auguriamo che in futuro il loro apporto non  si lascerà ancora desiderare.
Come tutti voi avrete constatato negli ultimi giorni le notizie sul nostro futuro e su quello della Fondazione si sono accumulate e si sono susseguite in modo confuso.
La notizia che però vi abbiamo comunicata venerdì conferma la nostra presenza lavorativa anche per questa estate areniana. La pubblicazione del bando di selezione del personale è stata supportata anche dalle notizie che ci sono state comunicate dal sig. Da Como a dallo stesso ufficio personale, quindi le fonti sono sicuramente attendibili. Tutto resta inalterato come per gli anni scorsi, e quindi ci verrà richiesto di riconfermare la nostra disponibilità per i nostri posti, senza eventuali nuove selezioni. In ogni caso venerdì prossimo vedremo personalmente a teatro il sig. Da Como e eventualmente vi aggiorneremo sulla situazione.
Non è comunque da sottovalutare il fatto che, probabilmente, le cose si siano indirizzate in questo senso per noi positivo perché tempisticamente il passaggio a un servizio di cooperativa era ormai difficile da organizzarsi. Meno di tre mesi all’inizio della stagione lirica sono sicuramente pochi per pianificare logisticamente questo cambio organizzativo.
Ma se queste erano le intenzioni certamente nei piani della Fondazione per l’anno prossimo ci sarà la volontà di rivolgersi a una cooperativa!!! Quindi non abbassiamo la guardia e continuiamo a mantenere vivo questo nostro gruppo di discussione e confronto, anche per prevenire eventuali colpi di coda e sorprese dell’ultimo minuto. In cauda venenum!
Da parte nostra in questi giorni ci siamo impegnati assiduamente ( e a questo riguardo voglio sottolineare il lavoro e l’impegno di Emil Vincenzi, Sebastiano Perin e di Giulia Fattorelli che hanno trascorso con me intere serate al telefono o dal vivo alla ricerca di una soluzione, grazie!), scrivendo mail ai giornali, ai partiti politici, promuovendo la nostra iniziativa e cercando chiarimenti dai sindacati. A questo proposito anche ieri, giorno di pasquetta,  mi sono sentito telefonicamente con Marco Sedda giornalista de “Il Verona” che anche oggi ha scritto un pezzo sulla fondazione ( www.ilverona.it ), con una piccola postilla dedicata al personale precario e all’uscita del nostro bando; ci segue sul nostro blog e ci ha dato la sua disponibilità per gli sviluppi futuri.
Ritengo sia comunque utile inviare una lettera alla Fondazione in cui esprimere, pacatamente, le nostre posizioni e le nostre preoccupazioni di fronte a una minaccia che, seppur per il momento scongiurata, sembra inevitabilmente incombere su di noi, lavoratori stagionali. Scrivetemi pure i vostri suggerimenti per la stesura di questa lettera.
In conclusione continuiamo a rimanere in contatto e a frequentare il blog!

A presto!

                                          Enrico



Da l’Arena di oggi…
2008.03.25 (84), 18:06:20
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Claudio Orazi se ne va. Con una improvvisa accelerazione sui tempi e sulle modalità, venerdì scorso il sindaco presidente della Fondazione Arena Flavio Tosi ha convocato in maniera ufficiale a Palazzo Barbieri il sovrintendente e, alla luce dei pareri legali acquisiti sulle responsabilità per la fallita trasferta a Sidney, gli ha manifestato la chiara intenzione di non volerlo più alla guida della principale istituzione musicale veronese nonché di quantificare entro la settimana al consiglio di amministrazione il costo della sua uscita. Orazi, ribadendo al sindaco di sentirsi uomo delle istituzioni, si è detto disponibile ad abbandonare il campo a condizione che l’operazione venga fatta senza strappi, come suggerito dal presidente della Provincia neo-socia della Fondazione Arena, Elio Mosele, molto attivo in questi ultimi giorni per costruire un percorso condiviso tra i soci che porti a un cambio non traumatico.
Pare anche che Orazi abbia già dato disposizione agli uffici amministrativi interni alla Fondazione e ai propri legali di formulare la sua “buona uscita”, anche se per contro il sindaco, che è presidente della Fondazione Arena, vorrebbe chiedere a Orazi un risarcimento danni per i costi della trasferta fallita. Orazi comunque entro due settimane dovrebbe far rientro definitivo nella natia Macerata.
Alla vigilia di una stagione estiva ormai alle porte, alla Fondazione Arena si apre ora il toto - sovrintendente, in vista anche di una programmazione per il 2009 tutta da riposizionare - dando per superata la bozza 2009 già presentata da Orazi -. C’è chi sostiene che il sindaco voglia portare al posto di Orazi l’attuale direttore operativo Francesco Girondini, ma si fa spazio, come riportato nei giorni scorsi, la candidatura Ernani che troverebbe larghi consensi in alcuni importanti ambienti veronesi e tra gli stessi soci che sono chiamati a finanziare il piano di risanamento. Il nome di Ernani inoltre avrebbe uno spessore sicuramente di maggiore prestigio, sia nazionale che internazionale, di quella di Girondini, reputata sempre dagli stessi ambienti di scarsa esperienza. Vi è inoltre la possibilità che i soci privati con Camera di Commercio e Fondazione Cariverona in primis, possano esprimere un nome nuovo, di grande appeal sia locale che politico, sul quale veicolare i fondi, pari a svariati milioni di euro, previsti dal “piano di rilancio industriale” elaborato da Paolo Arena e Enrico Ghinato. Si resta in attesa della convocazione del consiglio di amministrazione e di conoscere l’ordine del giorno: la sostituzione di Orazi sarà contestuale alla revoca del suo mandato o il sindaco prenderà tempo?G.V.



ULTIME NOTIZIE
2008.03.21 (80), 14:01:38
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E’ STATO FINALMENTE PUBBLICATO IL BANDO PER LA SELEZIONE DEL PERSONALE DI SALA!!!!

ANCHE DA ALTRE FONTI UFFICIALI (DA COMO) E’ STATA ASSICURATA LA NOSTRA PRESENZA IN ARENA QUEST’ESTATE!!

Ora occorre rimanere ancor più in contatto per scongiurare eventuali capovolgimenti di fronte….lo stesso Da Como ci invita a farlo nonostante la buona notizia appena pervenuta……



da “L’Arena” di oggi…
2008.03.18 (77), 18:04:57
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FONDAZIONE ARENA. Interrogazione a Mosele da due consiglieri Pd
«Un rischio affidare i servizi all’esterno»
Marcazzan e D’Arienzo: «Azzerate quasi tutte le graduatorie d’anzianità dei lavoratori precari»»

Un migliaio di posti di lavoro stagionali in Arena davano sostentamento ad altrettante famiglie veronesi. «Perchè negli ultimi tempi la Fondazione Arena ha di fatto azzerato quasi tutte le graduatorie d’anzianità dei lavoratori precari, intensificando l’affido dei servizi a cooperative esterne?».
Lo chiedono in un’interrogazione al presidente Elio Mosele i consiglieri provinciali del Pd, Vincenzo D’Arienzo e Luciano Marcazzan. Si tratta di servizi importanti come quello della biglietteria, dei tecnici di palcoscenico, dei montatori delle scenografie, del personale di sorveglianza e di quello di sala. Ma c’è allarme anche tra i figuranti, che non hanno ancora visto avviare la selezione per la stagione 2008, mentre ogni anno a quest’epoca era già cominciata.
«In definitiva, si tratta di servizi e adempimenti che venivano svolti prevalentemente dal personale aggiunto ed in misura minore dai dipendenti a tempo determinato e da quelli fissi in fase di pensionamento», sottolineano i consiglieri del centrosinistra. «La preoccupazione nasce dal fatto che il personale impiegato dalle cooperative non è sottoposto ad alcuna graduatoria d’anzianità. Potrebbero addirittura verificarsi casi di trasformazione di aggiunti di ieri in soci delle cooperative di oggi, privi peraltro di garanzie e sottoposti a notevoli sacrifici economici», spiegano. «Questa nuova politica apparentemente, in una prima fase, potrebbe apparire un risparmio. Il piano industriale richiede una riduzione del personale e questo obiettivo sarebbe nominalmente raggiunto, ma in realtà si tratterebbe solo di un mero spostamento di risorse, ieri in house ed oggi all’esterno. Di fatto, gli affidamenti diretti alle cooperative non consentono di valutare le opportunità presenti sul mercato in termini di professionalità e di costi».
In particolare, l’esternalizzazione di lavori di responsabilità, come ad esempio il montaggio delle scenografie e gli spostamenti dei delicati strumenti musicali, potrebbero rivelarsi dei boomerang. Una mancanza d’esperienza specifica, in effetti, potrebbe danneggiare la Fondazione, lo spettacolo stesso dell’Arena e gli altri lavoratori. «E’ proprio quello che chiediamo al presidente Mosele», concludono i consiglieri provinciali: «Visto che la Provincia ha ricevuto il Piano industriale da meno di una settimana, è a conoscenza di queste procedure? E non ritiene che sia utile l’istituzione di graduatorie anche per i membri delle cooperative ed una valutazione economica sull’affidamento esterno?».
Quanto alle responsabilità della situazione debitoria, gli esponenti del Pd ritengono che «Camera di Commercio e banche cittadine debbano recitare il mea culpa, ma se venissero accertate colpe specifiche del sovrintendente Claudio Orazi, l’unica soluzione possibile sarebbero le sue dimissioni». R.C.



proposta di azione
2008.03.12 (71), 22:37:18
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Cari amici e colleghi,
sono contento di vedere che già diversi di voi hanno risposto alla mail di enrico e sono disposti a collaborare a questa iniziativa (sono convinto che, almeno in questo caso, l’uninione faccia la forza).
Purtroppo queste notizie mi/ci hanno (giustamente) gettato nello sconforto e nel pessimismo ma credo che il modo migliore per risolvere la questione sia mantenere calma, serenità e cervello attivo.
Ritengo infatti che un atteggiamento rabbioso e battagliero fin da subito non possa che portare ad un’ulteriore chiusura da parte dei dirigenti della fondazione (che già stanno cercando di mantenere tutto ciò top secret!).
Non voglio dire che dobbiamo cercare il dialogo con loro ma che sicuramente abbiamo il dovere di comunicare le ragioni del nostro disaccordo che vanno oltre il “non voglio perdere il lavoro”, sappiamo benissimo che una simile decisione porterà enormi svantaggi sia a noi che a loro.
Credo sarebbe opportuno inviare tempestivamente una lettera ai sovrintendente/dirigenti elencando in modo chiaro e onesto le conseguenze negative di un simile cambiamento dato che, evidentemente, da soli non le hanno previste.
Inutile dire che saranno anche avvisati dell’entità della protesta e della bella pubblicità che faremo alla fondazione (in tutti i modi possibili: internet, volantinaggio, e quant’altro) qualora decidessero di portare avanti questa scelta (in tal caso il tempo libero per vendicarci non ci mancherà quest’estate).
 
Per quanto riguarda la proposta di essere assunti dalla cooperativa non posso che esprimere il mio disaccordo per le ragioni che già altri hanno espresso.
 
Riassumendo:
forse è presto per protestare, per quello ci sarà tempo (ma speriamo non serva), prima avvisiamoli di tutto in quanto non è detto che la decisione sia già definitiva e quindi c’è la possibilità di far tornare le cose alla normalità (o quasi) e salvare il nostro lavoro.
Pensate a quali conseguenze negativa avrà (per loro) una decisione simile e condividetele al più presto!
Intanto ne metto alcune che mi vengono in mente ora e che già altri hanno previsto:
-capacità del personale nuovo (saranno disorientati per il nuovo e particolare ambiente di lavoro, incapaci di dare informazioni con sicurezza (non sapranno nemmeno dove sono i cessi senza un corso intensivo), non parliamo poi di chi farà lo sporco lavoro di riordinare e stringere il pubblico? (ci staranno molte meno persone nelle rare serate di tutto esaurito e ciò significa meno incasso per la fondazione).
-mansioni del nuovo personale (non spereranno che possano fare quello che facciamo noi con meno soldi e diritti!, e non credo che in arena serva gente che dice solo “buonasera” a tutti)
-periodo di lavoro (tenete presente che noi spendiamo la nostra intera estate per questo lavoro, in cooperativa non troveranno gente che per meno soldi si fa 50 serate di fila, come riusciranno ad organizzare e trovare personale in numero adatto per tutte le sere?, 2000 euro di telefonate ogni giorno? personale che cambia ogni 10 serate?)
-interesse nel lavoro (che interesse potrà avere questa gente nell’aiutare il pubblico se non sono dipensenti della fondazione?, il loro lavoro si ferma alla sorveglianza, senza nessuna reale preoccupazione per gli interessi della fondaizione…risultato: menefreghismi, fancazzismo e ancora più assenteismo di quello che c’è oggi)
-noi rappresentiamon nel bene e nel malen la faccia della fondazione! (siamo quelli che si prendono mille parole e insulti quando c’è pieno, quando c’è caldo, quando piove!!!!, come pensano che reagirà il pubblico senza nessuno da insultare che dia loro delle serie spiegazioni? pubblico che insorge ogni serata di pioggia? chi sederà le risse sul palco?)
….
e chi più ne ha più ne metta!
 
Vi saluto sperando di rivedervi ques’estate al solito posto!
 
Emil